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Una delle domande che mi vengono poste più spesso riguarda come definire correttamente il listino prezzi di un home stager: “Ma quanto devo far pagare un cliente per il mio lavoro? Come calcolo l’effettivo valore del mio operato?”

Solitamente, chi per lavoro offre un servizio (e non un bene materiale), si trova nella difficoltà di definire un prezzo giusto per il lavoro svolto. 

C’è chi chiede troppo, chi troppo poco, chi non ha un sistema ben preciso di calcolo ed improvvisa, chi va ad istinto. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

Determinare il prezzo del proprio lavoro significa attribuirgli un valore, per questo è molto importante tenere ben presenti tutti i parametri necessari alla definizione, analizzando con onestà e consapevolezza il servizio che si è in grado di offrire.

 

GLI ERRORI PIÙ COMUNI

Dopo questa doverosa premessa, capiamo insieme qual è il modo corretto per determinare il prezzo del nostro lavoro.

 Partiamo prima dagli errori, ossia da ciò che si dovrebbe evitare:

  • Guardare solo la concorrenza: non mi fraintendere, è più che giusto osservare cosa fanno i nostri competitor e qual è il loro listino prezzi (lo spiego approfonditamente anche nel mio video corso Come creare un business da zero, clicca qui per saperne di più), ciò non toglie che questo non possa essere l’unico parametro di riferimento.

Un nostro competitor potrebbe avere dei prezzi più alti o più bassi perché offre servizi in più o in meno, perché ha più o meno esperienza, perché ha più o meno collaboratori, etc.

Insomma, le variabili sono tante e determinare un prezzo solo sulla base dell’osservazione dei competitor potrebbe portarti fuori strada.

  • Seguire un listino prezzi nazionale: chi ha frequentato corsi di formazione per home stager avrà di certo affrontato la tematica della determinazione del prezzo, all’interno del percorso di studi. Durante questi corsi vengono fornite delle indicazioni generali che, seppur corrette sommariamente, non possono essere considerate vere e proprie regole immutabili.

Non è detto, infatti, che il potere d’acquisto del tuo cliente, il genere d’immobile o il servizio che offri sia il medesimo di volta in volta.

Il prezzo varierà in base alla valutazione di tutti questi parametri. 

  •  Andare alla cieca, seguendo l’istinto: c’è chi si affida all’istinto ed alle sensazioni del momento per determinare un prezzo di un determinato lavoro. Inutile sottolineare perché questo tipo di modalità è del tutto sbagliata.

Se da un lato, come ho detto nel punto precedente, non è possibile stabilire un listino prezzi immutabile, poiché le esigenze variano di caso in caso, dall’altro è necessario avere dei parametri guida che ti permettono di non svendere un servizio o di eccedere con il prezzo.

Ricorda che sei un professionista, non un amatore.

  • Partire da quanto vorresti guadagnare: è giusto avere chiaro qual è il guadagno mensile/annuale necessario al proseguimento della tua attività di home stager, ma questo non giustifica un innalzamento selvaggio dei prezzi.

Ogni prezzo deve essere supportato da un effettiva qualità del servizio, non può essere calcolato solo in base alla tua necessità di guadagno.

  • Non tenere conto della tua posizione fiscale: tenere conto del tuo regime fiscale è fondamentale al momento del calcolo di un preventivo. Se hai un regime forfettario, ad esempio, potrai permetterti prezzi molto più bassi rispetto a chi ha un regime ordinario o è titolare di una società.

Iva ed aliquote fiscali sono parametri che devono necessariamente essere presi in considerazione nella determinazione del prezzo del tuo lavoro. 

  • Farsi vedere insicuri e titubanti: come ho già detto, sei un professionista, non un principiante o un amatore. Il valore del tuo lavoro si esprime attraverso il prezzo ed è per questo che devi essere consapevole e sicuro di ciò che stai chiedendo in cambio del servizio che stai offrendo.

Quando incontri un potenziale cliente mostrati sempre professionale e sicuro della qualità del tuo lavoro. Di fronte ad una persona competente, che trasmette fiducia e sicurezza, anche il più scettico dei clienti sarà propenso a spendere la cifra che chiedi, pur di lavorare con te.

 

IN BREVE

  1.     Non focalizzarti sul prezzo dei competitor. Potrebbero essere più formati di te ed avere più esperienza oppure potrebbero essere alle prime armi. Per questo, non guardare solo la concorrenza, ma rifletti sul valore del tuo lavoro.
  1.     Non aver paura di avere prezzi più alti della concorrenza. Se il servizio che offri è oggettivamente superiore rispetto ai tuoi competitor home stager non devi temere nulla e puoi proseguire a testa alta.
  1.     Rispondi sempre a questa domanda: “Quali sono i risultati economici che voglio ottenere entro la fine dell’anno?” Farlo ti aiuterà a definire il valore del tuo lavoro e del tuo tempo.
  1.     Lavora sulla tua personalità e sulla tua comunicazione. Presenta ai clienti la versione migliore di te, fatti vedere sicuro, impavido e competente.

 

CONSIGLI UTILI PER NON SVENDERE IL TUO LAVORO 

Sono un home stager da diversi anni e, nel tempo, ho imparato ad applicare diversi escamotage per fare preventivi in grado di soddisfare le mie esigenze e quelle dei miei clienti.

Ecco alcuni consigli applicabili fin da subito:

  • Se pensi che il cliente possa chiederti uno sconto, lascia un piccolo margine senza esagerare.

Ma ricorda, se sarai costretto a fare uno sconto pur di prendere il lavoro, vuol dire che non hai saputo trasmettere il valore del tuo servizio o non hai calcolato il miglior preventivo per il cliente.

  • Tieni presente la portata dei tuoi investimenti annuali in formazione ed in acquisti per allestimenti. Queste sono voci che incidono parecchio nel calcolo di un di un preventivo.

Personalmente, spendo più di €70.000 in formazione all’anno, come potrei fare gli stessi preventivi di un collega che si limita ai corsi di aggiornamento di 20 ore totali, spesati dalla regione?

Senza parlare dell’esperienza sul campo: secondo te, un interior designer che arreda case da 12 anni ha la medesima parcella di un home stager che lavora da 2 mesi?

  • Non dimenticare di includere nel calcolo del preventivo le seguenti voci:

– consulenza

– trasporto e montaggio

– servizio fotografico

– altro

Se vuoi approfondire questo aspetto ti consiglio di acquistare il mio video corso Riparto da home stager, dove ti spiego tutti i segreti per iniziare ad intraprendere questa meravigliosa professione da zero. Al suo interno ti svelerò, passo passo, come calcolare un preventivo senza commettere errori. Clicca qui per saperne di più.

  • Ultimo consiglio, ma non per importanza: non permettere che il tuo cliente tolga alcune voci dal preventivo.

Se il tuo pacchetto è composto da una varietà di servizi, vuol dire che sono tutti ugualmente importanti al fine di svolgere un lavoro di qualità. Chi sceglie di lavorare con te, deve scegliere la formula all inclusive.

 

PER CONCLUDERE

Il consiglio che voglio darti è di avere sempre uno spiccato senso autocritico per valutare oggettivamente il livello della tua preparazione, della tua esperienza e la qualità del tuo lavoro.

Il tuo preventivo deve essere lo specchio di tutti questi fattori, uniti ai costi necessari allo svolgimento della tua attività, come gli arredi, l’affitto di un magazzino, eventuali collaboratori, etc.

Spero di averti chiarito le idee su questo argomento tanto dibattuto, quanto fumoso. È sempre difficile ed antipatico parlare di soldi, ma ricorda che sei un professionista e come tale non devi mai avere paura di attribuire il giusto valore al tuo lavoro.

Per saperne di più ed entrare in contatto con altri professionisti di questo settore, entra a far parte  della mia community Facebook. Potrai conoscere home stager provenienti da tutta Italia e scambiare con loro opinioni e consigli.

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A presto,

Elisabetta